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Mutuo a tasso fisso o variabile: come scegliere

Aggiornata a ottobre 2026

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La scelta del tasso è la decisione più importante quando si accende un mutuo, perché influenza la rata per 20 o 30 anni. Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dalla tua situazione e da quanto rischio sei disposto a correre.

Il mutuo a tasso fisso

Il tasso resta uguale per tutta la durata, quindi anche la rata non cambia mai. Le banche lo calcolano partendo dall'indice IRS (Eurirs) della durata corrispondente, a cui aggiungono il proprio margine (spread). È la scelta di chi vuole certezza e un bilancio familiare prevedibile, soprattutto con durate lunghe e redditi senza grandi margini.

Il mutuo a tasso variabile

Il tasso segue l'andamento dell'Euribor (di solito a 1 o 3 mesi) più lo spread della banca, quindi la rata può salire o scendere nel tempo. All'inizio è spesso più conveniente del fisso, ma espone al rischio di aumenti anche consistenti, come è successo tra il 2022 e il 2023. È adatto a chi ha un reddito solido, una durata breve o la possibilità di estinguere in anticipo.

Le soluzioni intermedie

Come confrontare le offerte

Non fermarti al TAN: il dato da confrontare è il TAEG, che include spese di istruttoria, perizia, incasso rata e assicurazioni obbligatorie. Valuta anche la flessibilità: possibilità di sospendere le rate, estinzione anticipata (senza penali per i mutui prima casa) e costi accessori.

Ricorda la surroga

Se in futuro i tassi cambiano, puoi trasferire il mutuo a un'altra banca con la surroga, gratuita per legge. Non è quindi una scelta irreversibile, a patto che la tua situazione economica ti permetta di ottenere un nuovo finanziamento.

Questa guida ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria.

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